DA
(Intestazione di pagina riportata da http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=140162)

DISCUSSIONE E VOTAZIONE DI UN ODG PSd'AZ SULL'INDIPENDENZA -
NON APPROVATO
 
" XIV Legislatura - Seduta N° 162
del 18/11/2010 Antimeridiana
Tratto dal Resoconto non definitivo (http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=140162)

CLXII Seduta
Giovedì 18 novembre 2010 (ANTIMERIDIANA)
Presidenza della Presidente LOMBARDO
La seduta è aperta alle ore 10 e 03.

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Continuazione e fine della discussione congiunta delle mozioni Maninchedda - Sanna Giacomo - Planetta - Dessì - Solinas Christian sull'indipendenza della Sardegna. (6); Floris Mario - Cuccureddu - Mulas su "sviluppo e riforme" nell'unità del popolo sardo per il progresso civile ed economico della sardegna. (20); Bruno - Uras - Salis - Agus - Barracciu - Ben Amara - Caria - Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Cucca - Cuccu - Diana Giampaolo - Espa - Lotto - Manca - Mariani - Meloni Marco - Meloni Valerio - Moriconi - Porcu - Sabatini - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Soru - Zedda Massimo - Zuncheddu sulla necessità di dare immediato avvio ad un dibattito sulle riforme e sullo Statuto di autonomia, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento. (27); Contu Felice - Dedoni - Cuccu, sulla formulazione di un ordine del giorno voto al Parlamento per la stipula di un nuovo patto costituzionale (così come previsto dall'articolo 51 dello Statuto sardo). (46); Sechi - Zedda Massimo - Uras sull'affermazione del diritto di autodeterminazione dei popoli in funzione del più efficace contrasto all'aggressione e progressivo indebolimento dei valori di libertà, di uguaglianza e solidarietà politica, economica e sociale tra le comunità nazionali, linguistiche e culturali in Sardegna, in Italia e in Europa. (80); Diana Mario - Sanna Matteo - Amadu - Artizzu - Bardanzellu - Campus - Cherchi Oscar - Contu Mariano Ignazio - De Francisci - Floris Rosanna - Gallus - Greco - Ladu - Lai - Locci - Murgioni - Peru - Petrini - Piras - Pitea - Pittalis - Randazzo - Rassu - Rodin - Sanjust - Sanna Paolo Terzo - Stochino - Tocco - Zedda Alessandra sulla riscrittura dello Statuto di autonomia della Regione autonoma della Sardegna. (81); Zuncheddu - Uras - Sechi - Zedda Massimo sulla riscrittura dello Statuto sardo e sull'apertura, con lo Stato italiano, del processo di sovranità e indipendenza. (82); Vargiu - Cossa - Dedoni - Fois - Meloni Francesco - Mula sul ruolo dell'Assemblea costituente del popolo sardo. (85); Bruno - Soru - Sanna Gian Valerio - Agus - Barracciu - Cocco Pietro - Diana Giampaolo - Espa - Lotto - Meloni Marco - Solinas Antonio sulla formulazione di un ordine del giorno voto al Parlamento (articolo 51, comma 1, dello Statuto sardo). (87); Porcu - Sabatini - Meloni Valerio - Moriconi - Cuccu - Cucca sui principi e sugli obiettivi di revisione dello Statuto di autonomia della Regione autonoma della Sardegna. (88).
 
PRESIDENTE. Passiamo al successivo punto all'ordine del giorno. Esame congiunto mozioni numero 6, 20, 27, 46, 80, 81, 82, 85, 87, 88.
E' stato presentato un ordine del giorno che sostituisce alcuni dei precedenti presentati. Tutti gli ordini del giorno presentati tranne quello sull'indipendenza vengono ritirati. Quindi si dia lettura dell'ordine del giorno che sostituisce tutti gli altri ordini del giorno tranne il numero 4 (che ha sostituito la mozione n.6 sull'indipendenza - nota di B. Saba).
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PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno numero 4.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (P.S.d'Az.). Chiedo scusa i colleghi, il mio intervento ha soltanto il sapore - e vuole avere solo questo - di richiamare la vostra attenzione ad un voto, se possibile, fatto aldilà delle appartenenze politiche di ciascuno. Ciò che adesso è in votazione è la mozione sull'indipendenza, io vorrei ricordare a ciascuno di loro due aspetti: primo noi abbiamo in questi mesi e in questi anni lavorato per restituire a questo tema tutta la compatibilità con il quadro costituzionale democratico in cui viviamo. Non è l'indipendenza intesa come antagonismo e separatismo, è l'indipendenza intesa come piena realizzazione di un popolo. Chiedo ai colleghi che possano valutare con serenità che la mozione prefigura una costruzione… l'inserimento di una novità culturale nel dibattito politico italiano che è esattamente quella che in quest'aula è stata rappresentata, e cioè che la sovranità della Sardegna è originaria, non è delegata. Quando ripetutamente noi diciamo l'autonomismo va superato nel federalismo politico diciamo che la sovranità della Sardegna è originaria. La mozione non prefigura avventure, chiedo al Consiglio regionale e ai singoli consiglieri che si possa inserire nel dibattito politico nazionale una novità culturale e cioè la coscienza che questa sovranità ha un fondamento originario, da inserire in un sistema di interdipendenze che non può che essere il futuro Stato così come sta nascendo dalle macerie di quello che noi stiamo vivendo. Chiediamo che ai consiglieri sia consentito di votare solo secondo coscienza, non secondo appartenenza, e possano esprimere un giudizio positivo su una mozione che innesta linfa nuova in un dibattito francamente stantio come quello italiano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MELONI FRANCESCO (Riformatori Sardi). Presidente, voglio comunicare all'aula che il Gruppo dei Riformatori voterà l'astensione a questa mozione, non perché abbiamo cambiato idea e siamo diventati favorevoli all'indipendenza, perché non lo siamo e restiamo fermamente sulle posizioni in cui siamo sempre stati, ma per una serie di motivi che posso brevemente sintetizzare. Uno è lo straordinario contributo che i colleghi sardisti hanno dato a questo dibattito sulle riforme, in termini di elaborazione intellettuale, in termini di proposizione, questo noi lo apprezziamo moltissimo e quindi riteniamo che vada tenuto in considerazione. L'altro aspetto è che al di là della richiesta di indipendenza in sé e per sé le motivazioni addotte per giustificare questa richiesta non ci lasciano assolutamente indifferenti, sono molto concrete, sono molto realistiche, in buona parte veritiere. Questa è la ragione per cui senza condividere la richiesta di indipendenza, lo ribadisco, il Gruppo dei Riformatori si asterrà su questa mozione.
PRESIDENTE. Grazie, ricordo all'Aula che stiamo votando l'ordine del giorno numero 4 che ha sostituito la mozione sull'indipendenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BRUNO (P.D.). Un attimo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
BRUNO (P.D.). Presidente le vorrei chiedere, se è possibile, fare 5 minuti di sospensione in aula, prima di proseguire.
PRESIDENTE. I lavori sono sospesi, riprenderanno alle ore 13 e 52.
 
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 47, viene ripresa alle ore 13 e 55.)
 
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (P.D.). Presidente, noi dobbiamo certamente invocare le coscienze quando siamo di fronte ai problemi e alle decisioni cruciali che attengono a questo Consiglio, ma le coscienze devono anche rispondere alla linearità del lavoro che è stato fatto, alle aspettative e alle prospettive che si individuano all'interno del percorso che è stato indicato, per cui noi voteremo contro quest'ordine del giorno, volendo anche dire però che la nostra coscienza è sempre la coscienza di chi, nello svolgere la funzione politica, crede che debbano vivere e permanere le differenze nel confronto che poi deve portare alle conclusioni di questo percorso.
Io credo che sia molto importante che orientiamo le coscienze non per liberare la mente, come spesso capita nel Consiglio regionale nell'affrontare i problemi per decidere, come spesso capita di questi tempi, e orientare invece il nostro atteggiamento a trovare nelle sedi che abbiamo individuato come luoghi della decisione quelle scelte che possono scriverle, le cose. Perché, badate, anche nella Costituzione italiana, 587 componenti della Costituente non potevano scrivere, e si sono articolati in Sottocommissioni, si sono divisi i temi, fino al punto che qualcuno si è messo a scrivere, ha dato concretezza e poi ha riportato l'esito di questo lavoro. Io credo che sia molto importante e coerente quello che noi abbiamo votato e credo che tutte queste diversità, che sono una ricchezza come abbiamo sempre detto, non si potrebbe mai invocare la massima partecipazione del popolo sardo alla scrittura dello Statuto se non si dovesse continuare a far permanere le diversità come ricchezza del nostro dibattito. Questa è la nostra espressione di coscienza, anche rispetto a quest'ordine del giorno, ma coerentemente votiamo contro perché abbiamo votato favorevolmente a quello precedente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA MARIO (P.d.L.). Grazie, Presidente. Le motivazioni addotte dal collega Gian Valerio Sanna non sono molto diverse dalla moltitudine di motivazioni che ognuno di noi può dire in quest'Aula. Io credo che questa giornata non possa essere comunque segnata da un voto contrario a qualcosa, credo che invece sia necessario, alla luce del voto invece unanime che abbiamo espresso sull'ordine del giorno precedente… io mi permetto di chiedere ai colleghi firmatari dell'ordine del giorno di ritirare quest'ordine del giorno, ma con un ritiro condizionato anche in qualche maniera a ciò che dovrà accadere d'ora in avanti nella prima Commissione. Cioè, cerchiamo di non vanificare: non vogliamo dire no a nulla in questo momento; stiamo parlando di riforme e credo che sia molto importante il momento. Io credo che sia ancora possibile che il Gruppo del Partito Sardo d'Azione possa ritirare quest'ordine del giorno e poi avviare un processo che non esclude niente, ma non vorremmo assolutamente votare contro. Se invece ci fosse, da parte del Partito Sardo d'Azione, la determinazione di confermare il voto sull'ordine del giorno, il voto del Popolo della Libertà sarà contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Zuncheddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ZUNCHEDDU (Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso Mori). Grazie, Presidente. Per esprimere chiaramente il voto contro, e di certo non per il principio ma, proprio perché io sono d'accordo con il principio, e sono un'indipendentista, mi trovo nella condizione di votare contro questa proposta che trovo demagogica e fra l'altro in antitesi con l'azione repressiva e coloniale portata avanti dalla coalizione di cui l'onorevole Maninchedda fa parte. Quando si parla di indipendentismo, si parla chiaramente di rottura di tutte quelle dinamiche politiche ed economiche che ci legano allo Stato italiano, per cui noi non possiamo sostenere la rottura di queste dinamiche e, contemporaneamente, con l'alzatina di mano, con le opere, appoggiare quelle iniziative: è in forte contraddizione.
Tra l'altro il diritto all'indipendenza è un diritto assolutamente naturale di un popolo e non perché uno Stato può averci maltrattato, è diritto naturale.
Apprendo in questo momento, presidente Lombardo, che è stato considerato ritirato l'ordine del giorno proprio sull'indipendentismo di cui io risulto prima firmataria: io non ho mai sentito, in nessuna situazione, l'annuncio da parte sua con il quale lo riteneva ritirato. E fra l'altro colgo anche l'occasione di ringraziare tutti i consiglieri regionali che hanno appoggiato questa mia proposta solo in nome della democrazia, per consentirmi, proprio per un problema di diritto democratico, di depositare l'ordine del giorno. Quindi, onore ai consiglieri che non essendo indipendentisti mi hanno consentito di depositarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Zuncheddu, quando ho annunciato la presentazione dell'ordine del giorno, mi sono rivolta all'Aula e ho chiesto se quest'ordine del giorno sostituiva tutti gli ordini del giorno presentati tranne quello sull'indipendenza, numero 4, presentato dall'onorevole Maninchedda.
Mi sono rivolta all'Aula e nessuno mi ha fatto presente che altri ordini del giorno, oltre a quello dell'onorevole Maninchedda, rimanevano in piedi: io mi sono rivolta all'Aula e l'ho chiesto.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (P.d.L.). Colleghi, la prospettiva di una Sardegna indipendente è stata sempre un'aspirazione, anche silente, in tutti i sardi, come coronamento non solo di un sentimento, ma di un processo storico che parte addirittura dal Medioevo.
Voglio ricordare che già nel XII secolo abbiamo avuto il riconoscimento della nazion sardesca da parte degli stessi dominatori, e la stessa Carta de logu è la testimonianza di una soggettività statuale della Nazione sarda. Ed è la ragione per la quale in coscienza voglio discostarmi dall'indicazione data dal mio Capogruppo, perché sono tra coloro che, pur militando in un partito nazionale, si sente culturalmente e storicamente indipendentista, fortemente convinto di appartenere ad una nazione sovrana, con una sua lingua ed un suo popolo.
E proprio per una questione di disciplina di Gruppo, non potendo votare contro, preannuncio il mio voto di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, credo che siamo in uno di quei passaggi della nostra vita ed esperienza consiliare che sono importanti. Le parole hanno un peso, le parole scritte hanno un peso ancora maggiore, e non avrei voluto neanche esprimere una dichiarazione di voto ma credo che la sollecitazione che ci fanno i colleghi Sardisti sia una sollecitazione importante, anche alla luce di quello che sta succedendo nei rapporti con lo Stato. Io mi sento di associarmi alla richiesta che ha fatto il Capogruppo del P. d. L. di non metterci nella condizione oggi di votare contro questa mozione, perché, se anche i colleghi sardisti sapranno esercitare la pazienza di far maturare anche a quest'Aula, attraverso il percorso costituente che abbiamo deciso di inaugurare, ma io dico anche nella discussione e nella vertenza forte che ci vede oggi in posizioni molto divergenti col Governo e quindi con lo Stato, magari il risultato del voto questa a mozione potrebbe essere diverso, noi oggi ci troviamo in una deriva egoista, in un assetto che non è federale ma tende a portare ognuno a difendere esclusivamente i propri interessi facendo venir meno anche alcuni principi del patto costituzionale che vincolano ognuno di noi alla coesione, alla solidarietà, alla perequazione verso i più deboli. Ora in uno Stato in cui ogni soggetto, ogni Regione sembra chiudersi sempre più in se stesso, in uno Stato che non mantieni patti a cominciare quelli sulle entrate non trasferendo alla Regione i tributi che gli sono propri, ma lasciandoci le competenze e le strette risorse per le competenze assegnate, in uno Stato che rompe per primo, in un governo che rompe per primo il patto istituzionale con le Regioni, con i più deboli. Ecco credo che se questo atteggiamento, questo comportamento e questa deriva, questa attrazione leghista nordista dovesse accentuarsi, manifestarsi credo che ognuno di noi sarebbe chiamato in coscienza a fare una scelta se lo Stato unitario sia uno strumento migliore per garantire i diritti dei sardi.
Io chiedo quindi ai colleghi sardisti di lasciar maturare questa discussione, abbiamo appuntamenti e giornate importanti, non metterci nelle condizioni oggi di votare contro questa mozione, li invito fortemente a riflettere, magari impegnandoci tutti a ripresentarla tra qualche settimana, tra qualche mese quando sarà anche più chiaro quello che sarà il rapporto con lo Stato e la capacità dello Stato del Governo di rispettare gli impegni che ha preso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (P.S.d'Az.). Grazie Presidente. Qualche collega ci ha chiesto di ritirare questa mozione, la risposta è certamente no, il nostro voto a favore credo che non sia in discussione. Non la ritiriamo perché vorremmo così la possibilità di guardare avanti, non la ritiriamo perché sarebbe come rinunciare alla nostra storia e sarebbe non avere futuro. Guardate, noi ci siamo appellati alle coscienze, e io vi faccio solo qualche esempio del percorso politico di questo partito.
C'era gente che sorrideva quando si parlava di zona franca, c'era gente che sorrideva quando si parlava della lingua, c'era gente che sorrideva, va bene, quando si parlava di continuità territoriale, c'era gente che addirittura scherniva quando si parlava di liberare l'Asinara. Sono passaggi importanti della nostra vita politica, della nostra storia e la nostra storia è questa. E volta per volta però questi argomenti sono entrati nella vita politica sarda, si sono concretizzati con il passare del tempo e sono diventati quindi realtà. Noi non ci scoraggiamo, guardate, il fatto di aver potuto discutere di indipendenza in questa Aula ancora una volta ci inorgoglisce, molti di voi l'hanno fatto con parole di apprezzamento, con una partecipazione vera e reale, altri l'hanno fatto ancora con tutti dubbi che la parola comporta, pur ragionando in modo di indipendenza su certe materie, su certi temi in modo più spinto di noi, questo ci fa piacere.
Sono sicuro che questo argomento ritornerà in questa Aula, sarà uno degli argomenti principali della storia politica della Sardegna e chi non ne fa parte oggi ne farà parte domani perché le coscienze cambieranno, ci sarà motivo di orgoglio e di partecipazione a far sì che quest'Isola, questo popolo recuperi la propria dignità e la propria libertà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Io devo dire che l'esperienza politica mi ha portato a riprendere in mano i libri della storia e quindi i libri della storia della Sardegna e ho cercato di riportare ai giorni nostri quella che è la storia della Sardegna confrontandolo con quanto avviene in questi ultimi anni, in questi ultimi mesi.
Condivido alcune considerazioni fatte dal collega Porcu, e mi sento sempre di più nel dovere di rispettare quello che tutti noi qui, forse qualcuno anche in maniera inopportuna, definisce popolo sardo. Io voglio dare dignità a quella parola, e credo che quest'ordine del giorno dia dignità al popolo sardo e alla storia del popolo sardo.
Certo viene difficile condividere un termine come l'indipendenza, ma l'indipendenza così spiegata, intesa come esercizio di piena sovranità all'interno di uno Stato federale, di un'Europa federale che dia però dignità alla nostra Isola e a tutti noi, permettetemi, a chi vota contro e chi voterà a favore e a chi si asterrà; dignità significa riconoscere davvero quel popolo sardo che oggi è sempre più lontano dalle attenzioni di un Governo centrale, di uno Stato centrale e non sto qui a ripetere il perché già riportati dal collega Porcu.
E non dimentico di aver votato in questa Aula sulla sovranità della Sardegna che c'è stata successivamente negata ulteriormente dal Governo di turno e dallo Stato italiano. Quindi mettendo in pratica quel forte esercizio di compromesso che è un atto importante, un esercizio importante per la politica che vuole riconoscere i diritti e le opinioni degli altri, confrontarle senza negare l'opportunità a nessuno di proporre i propri, io voterò a favore dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso Mori). Presidente, abbiamo percorso un tratto di strada in questi mesi per niente scontato né nella sua evoluzione né tantomeno nel suo esito. Abbiamo ascoltato le parti sociali, abbiamo partecipato alle iniziative pubbliche promosse da altri soggetti anche non istituzionali e abbiamo poi prodotto un impegno che si è concretizzato con il voto sull'ordine del giorno che abbiamo approvato poco fa.
In questa discussione non abbiamo emarginato, ma abbiamo favorito la relazione tra le diverse posizioni politiche, tra l'istituzione di un'assemblea elettiva con funzioni costituenti, la realizzazione di un percorso costituente, oppure chi sosteneva, abbiamo accolto ugualmente con pari sentimento, chi sosteneva processi riformatori di miglioramento, di revisione dello Statuto o di definizione di realizzazione dei percorsi che riguardano invece l'attuazione di norme anche costituzionali, nuove o di norme ordinarie provenienti dal Parlamento italiano.
Abbiamo cioè lavorato per trovare una soluzione, una soluzione l'abbiamo trovata; io credo che sia quasi già molto che in questa Aula si sia potuto parlare, e ringrazio i colleghi sardisti, ringrazio la collega Zuncheddu, di indipendentismo cioè di una opzione estrema di costituzione di nuova Repubblica o di nuovo Stato in cui il popolo sardo si possa riconoscere. Non è la mia posizione politica, non è quella attuale, non è neppure la mia convinzione attuale. Io voterò contro perché così abbiamo unanimemente deciso del centrosinistra, ma con questa speranza: che la discussione che si instaura da oggi lungo il percorso della riforma della revisione dello Statuto ci porti a un processo più avanzato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Campus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAMPUS (P.d.L.). Grazie Presidente, colleghi io non posso negare che ho sempre, anche quando militavo in un partito che apparentemente rappresentava un'antitesi rispetto alle posizioni del P.S.d'Az., del Partito Sardo d'Azione, dico apparentemente perché poi la storia non è esattamente quella, ho sempre molto apprezzato le posizioni del Partito Sardo, anche forse per tradizioni familiari; apprezzo anche, e molto, buona parte delle loro posizioni politiche e delle loro rivendicazioni; apprezzo veramente tantissimo la loro presenza, la presenza del Partito Sardo d'Azione come testimonianza attiva e visibile della nostra sardità. Ho avuto piacere nel sentire parlare sia il collega Maninchedda sia il collega Sanna dell'orgoglio di portare al voto quest'ordine del giorno. Però, allo stesso tempo, non posso non ricordare quello che ho detto nel dibattito, noi sardi, la nostra capacità di indipendenza dobbiamo dimostrarla prima a noi stessi. Allora, dimostriamo con le leggi ordinarie, con i poteri che già abbiamo, di saperci governare, il collega Maninchedda so che è sensibile su questo argomento, dimostriamo di essere capaci di legiferare per impedire gli sprechi, per impedire che si debba bisticciare su qualche milione da assegnare a questa o a quella carenza gravissima della nostra economia, dei nostri servizi sociali o dei nostri servizi sanitari, e allora potremo davvero dire e innalzare la bandiera dell'indipendenza. Nell'ordine del giorno ci sono molti riferimenti che sono assolutamente condivisibili, il punto due, dove si parla di una Repubblica italiana autenticamente riformata in senso federale. Siamo su questa posizione, non ci discostiamo nemmeno un po' da questo, di voler sempre ispirare ogni atto relativo al sistema dei poteri interni e ogni atto relativo rapporti con lo Stato italiano e all'interno dello Stato italiano, non ci scostiamo minimamente da questo, ed ecco perché davvero, senza ripiegare la bandiera, senza ammainare la bandiera, senza doversi ingoiare il proprio orgoglio, ma anzi proprio per quell'orgoglio evitate che quest'Aula si divida su un comune sentimento, perché il sentimento è comune, però la forma e i tempi non sono ancora sufficientemente condivisi. Per cui, ancora una volta, l'appello è al ritiro, sentendo però in tutta l'Aula, davvero, una stessa univocità di pensiero. Se questo non avverrà, io sarò costretto a votare contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mariano Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU MARIANO (P.d.L.). Grazie, Presidente. Credo che l'esperienza di vita personale, che mi ha portato per lunghi anni in gioventù ad essere lontano dalla Sardegna, mi abbia fatto maturare tutta una serie di concetti che trovo anche racchiusi in questo documento che viene proposto dagli amici del P.S.d'Az., tutta una serie di concetti nei quali trovo anche, oltre che condivisione, anche immedesimazione. Mi è venuto da pensare, in questa loro azione, ad Amsicora in quella battaglia di Cornus, ma mi viene da pensare, come ha già riportato qualche altro collega, tanti altri momenti storici che hanno caratterizzato la vita della nostra regione. Credo di poter affermare che in questo momento, dopo aver approvato il precedente ordine del giorno sul quale si è voluto così caratterizzare e alla fine concludere la discussione su alcuni temi importantissimi, che partendo dal federalismo sono arrivati a comprendere tutti i concetti di autonomismo e così via, io, in questo momento, anzi noi, in questo momento, non ci sentiamo di votare contro e non condividere in questo momento alcuni concetti contenuti nel documento. Pur non avendo avuto e non avendo ancora oggi maturato un concetto pieno di indipendenza per la nostra regione, siamo fiduciosi sul fatto che l'azione politica che ci condurrà nei prossimi mesi, con l'attività delegata in questo momento alla Commissione prima, ci porterà a trovare una condivisione più piena anche da parte degli amici del P.S.d'Az. su quelle che sono le volontà del Consiglio regionale. Per cui annuncio l'astensione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COCCO PIETRO (P.D.). Grazie, Presidente. Io credo che valori come quelli affermati nell'ordine del giorno proposto dal P.S.d'Az. non appartengano esclusivamente ad una formazione politica piuttosto che a un'altra, che ne detiene l'esclusiva, ma che siano patrimonio diffuso, e in quest'Aula, dagli interventi che ci sono stati, mi pare che noi tutti abbiamo avuto la possibilità di sentire che questo è così davvero. Io credo che proprio per questa ragione, siccome non è con un ordine del giorno fugace che si possono risolvere questioni di questa portata così importante come quelle di cui dobbiamo discutere, credo che sarebbe necessaria una discussione maggiore, più approfondita, e gli appelli che sono arrivati da quest'Aula affinché quest'ordine del giorno possa essere ritirato e rimandato ad una discussione più vasta, credo che debbano essere accolti. Prendo atto con rammarico che questo non avviene, e pertanto io voterò contro quest'ordine del giorno, per le ragioni che ho appena detto, avrei gradito invece avere la possibilità di discutere, sono questioni che in parte condivido, che meritano attenzioni e riflessioni certamente più grandi, perché sono storie di questo nostro Consiglio regionale, sono storie della Sardegna, e credo che noi tutti dobbiamo avere il diritto di poter discutere di cose di questo tipo. Invece si lavora perché l'ordine del giorno sia tenuto, si sta facendo secondo noi una forzatura inaudita, non ascoltando le voci numerose che provengono da quest'Aula per avere la possibilità di discutere e magari trovare soluzioni differenti. Questa è la ragione per la quale voterò ovviamente contro, in linea con il mio Gruppo.
 
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 4.
Ha domandato di parlare il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
BRUNO (P.D.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Voto elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Se non c'è opposizione da parte dei sottoscrittori, vorrei aggiungere la firma a quest'ordine del giorno.
 
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
Votazione nominale
 
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 4.
 
(Segue la votazione)
 
Risultato della votazione
 
(Il Consiglio non approva)."
 
(NB - Il Resosonto non riporta il testo dell' o.d.g. n. 4 (Maninchedda - PSd'Az) non approvato, ma esso dovrebbe essere lo stesso della mozione n. 6 richiamata all'inizio, mozione che é riportata alla pagina http://www.consregsardegna.it/XIVLegislatura/Mozioni/Moz006.asp) e che riproduciamo di seguito:
 
"CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA
Mozione n. 6
MOZIONE MANINCHEDDA - SANNA Giacomo - PLANETTA - DESSÌ - SOLINAS Christian sull’indipendenza della Sardegna.
 
IL CONSIGLIO REGIONALE
 
ACCERTATO che:
- lo Stato italiano è largamente responsabile:
1) dell’inquinamento dei siti industriali più importanti della Sardegna;
2) della desertificazione del settore manifatturiero in Sardegna;
3) dell’eccesso di pressione fiscale e tariffaria sulle imprese e sui cittadini;
4) del sistema di regole e privilegi che sta consegnando la Sardegna a poche imprese dominanti, ormai prossime a configurarsi come oligopoli;
5) del tentativo di scaricare sul bilancio regionale i costi del welfare, della scuola e degli enti locali, oltre quelli già a carico della Regione, dei trasporti e della sanità; 6) della spoliazione culturale derivante da una sistema scolastico monolingue, ostile alla cultura e alla lingua dei sardi, sostanzialmente non diversificato nell’offerta formativa e ormai allontanato dalle aree rurali;
- la maggior parte dei fondi statali stanziati negli anni passati per l’industrializzazione della Sardegna è stata consumata da industrie di Stato che poi hanno abbandonato e continuano ad abbandonare la Sardegna;
 
RICORDATO che il patrimonio boschivo e ambientale della Sardegna ha subito i maggiori insulti per le concessioni governative concesse dallo Stato;
 
ASSUNTO che nei settori della sanità, dei trasporti e della scuola, lo Stato italiano da una parte impone le regole antiquate e oligopolistiche che caratterizzano da sempre la sua storia e la sua cultura, dall’altro scarica interamente i costi di questi diritti sulla fiscalità regionale, cioè sulla ricchezza prodotta dai sardi;
 
CONSTATATO il privilegio accordato nel tempo dallo Stato italiano alle regioni del nord Italia in termini di trasferimenti pubblici, di servizi e di infrastrutture, confermato recentemente dalla rimodulazione del riparto di alcuni fondi europei che ha determinato che nel sud e nelle isole sia rimasto poco più del 30 per cento delle risorse originariamente disponibili;
 
RICORDATO che del territorio della Sardegna decidono i sardi e non lo Stato italiano,
 
impegna la Giunta regionale
 
a guidare la Sardegna verso una piena e compiuta indipendenza, avviando con lo Stato italiano una procedura di disimpegno istituzionale che preveda un quadro articolato di indennizzi per la Nazione sarda, in ragione di tutte le omissioni, i danni e le sperequazioni che la Sardegna ha subito prima dal Regno d’Italia e poi dalla Repubblica italiana.
 
Cagliari, 21 maggio 2009"