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(Intestazione di pagina riportata da http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=140162)

DISCUSSIONE E APPROVAZIONE DI UN ODG UNITARIO SULLE RIFORME STATUTARIE
 
" XIV Legislatura - Seduta N° 162
del 18/11/2010 Antimeridiana
Tratto dal Resoconto non definitivo (http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=140162 e http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Ordini%20del%20giorn/odg040.asp)

CLXII Seduta
Giovedì 18 novembre 2010 (ANTIMERIDIANA)
Presidenza della Presidente LOMBARDO
La seduta è aperta alle ore 10 e 03.

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Continuazione e fine della discussione congiunta delle mozioni Maninchedda - Sanna Giacomo - Planetta - Dessì - Solinas Christian sull'indipendenza della Sardegna. (6); Floris Mario - Cuccureddu - Mulas su "sviluppo e riforme" nell'unità del popolo sardo per il progresso civile ed economico della sardegna. (20); Bruno - Uras - Salis - Agus - Barracciu - Ben Amara - Caria - Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Cucca - Cuccu - Diana Giampaolo - Espa - Lotto - Manca - Mariani - Meloni Marco - Meloni Valerio - Moriconi - Porcu - Sabatini - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Soru - Zedda Massimo - Zuncheddu sulla necessità di dare immediato avvio ad un dibattito sulle riforme e sullo Statuto di autonomia, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento. (27); Contu Felice - Dedoni - Cuccu, sulla formulazione di un ordine del giorno voto al Parlamento per la stipula di un nuovo patto costituzionale (così come previsto dall'articolo 51 dello Statuto sardo). (46); Sechi - Zedda Massimo - Uras sull'affermazione del diritto di autodeterminazione dei popoli in funzione del più efficace contrasto all'aggressione e progressivo indebolimento dei valori di libertà, di uguaglianza e solidarietà politica, economica e sociale tra le comunità nazionali, linguistiche e culturali in Sardegna, in Italia e in Europa. (80); Diana Mario - Sanna Matteo - Amadu - Artizzu - Bardanzellu - Campus - Cherchi Oscar - Contu Mariano Ignazio - De Francisci - Floris Rosanna - Gallus - Greco - Ladu - Lai - Locci - Murgioni - Peru - Petrini - Piras - Pitea - Pittalis - Randazzo - Rassu - Rodin - Sanjust - Sanna Paolo Terzo - Stochino - Tocco - Zedda Alessandra sulla riscrittura dello Statuto di autonomia della Regione autonoma della Sardegna. (81); Zuncheddu - Uras - Sechi - Zedda Massimo sulla riscrittura dello Statuto sardo e sull'apertura, con lo Stato italiano, del processo di sovranità e indipendenza. (82); Vargiu - Cossa - Dedoni - Fois - Meloni Francesco - Mula sul ruolo dell'Assemblea costituente del popolo sardo. (85); Bruno - Soru - Sanna Gian Valerio - Agus - Barracciu - Cocco Pietro - Diana Giampaolo - Espa - Lotto - Meloni Marco - Solinas Antonio sulla formulazione di un ordine del giorno voto al Parlamento (articolo 51, comma 1, dello Statuto sardo). (87); Porcu - Sabatini - Meloni Valerio - Moriconi - Cuccu - Cucca sui principi e sugli obiettivi di revisione dello Statuto di autonomia della Regione autonoma della Sardegna. (88).
 
PRESIDENTE. Passiamo al successivo punto all'ordine del giorno. Esame congiunto mozioni numero 6, 20, 27, 46, 80, 81, 82, 85, 87, 88.
E' stato presentato un ordine del giorno che sostituisce alcuni dei precedenti presentati. Tutti gli ordini del giorno presentati tranne quello sull'indipendenza vengono ritirati. Quindi si dia lettura dell'ordine del giorno che sostituisce tutti gli altri ordini del giorno tranne il numero 4 (che ha sostituito la mozione n.6 sull'indipendenza - nota di B. Saba).
DESSI', Segretario:
 
Ordine del giorno Bruno - Steri - Meloni Francesco - Sanna Giacomo - Diana Mario - Uras - Mariani - Cuccureddu sulle iniziative da assumere in materia di riforme. (9)
 
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sulle mozioni n. 6 (Maninchedda e più), n. 20 (Floris Mario e più), n. 27 (Bruno e più), n. 46 (Contu Felice e più), n. 80 (Sechi e più), n. 81 (Diana Mario e più), n. 82 (Zuncheddu e più), n. 85 (Vargiu e più), n. 87 (Bruno e più), n. 88 (Porcu e più) sulle iniziative da assumere in materia di riforme;
PRESO ATTO:
- della comune e diffusa consapevolezza espressa da parte di tutte le componenti politiche del Consiglio regionale di considerare conclusa una stagione importante dell'autonomia della Sardegna che con luci ed ombre ha caratterizzato la nostra specialità ed il rapporto con lo Stato derivante dal patto costituzionale contenuto nello Statuto del 1948;
- della condivisa opinione che i cambiamenti in corso nei rapporti fra lo Stato e le regioni in materia di competenze necessitano di un nuovo patto fra la Sardegna e lo Stato;
- che attraverso un procedimento ampio e partecipativo è necessario pervenire al superamento e ampliamento delle competenze autonomistiche che, confermando le ragioni che hanno reso e rendono la Sardegna speciale per la sua condizione geografica, storico-culturale e linguistica, conduca ad un duraturo e maggiore sviluppo attraverso la più ampia sovranità, da definirsi nel rispetto del quadro costituzionale;
CONSIDERATO che:
- l'obiettivo di riallineamento della sensibilità e di piena unità tra politica e società sarda potrà essere ottenuto con un grande movimento di coinvolgimento dei sardi nell'azione di riscrittura dello Statuto, anche attraverso un'assemblea per lo statuto, elettiva, con funzione costituente, che sottoponga la proposta di nuovo Statuto al Consiglio regionale, che lo discute e lo approva;
- si sovrappongono una pluralità di temi e di livelli di intervento (Statuto, legge statutaria, legge elettorale, organizzazione regionale, Regolamento interno) rispetto ai quali occorre operare secondo un indirizzo unitario, senza rinunciare contemporaneamente ad un'iniziativa tempestiva rispetto ai temi più attuali del dibattito nazionale o su cui è possibile far maturare più rapidamente posizioni condivise;
RITENUTO che occorre dare al dibattito un forte impulso sia sul piano della elaborazione sia su quello della iniziativa politica, favorendo la massima convergenza,
 
dà mandato alla Prima Commissione permanente
 
1) di provvedere entro novanta giorni ad istruire ed elaborare un percorso costituente finalizzato alla riscrittura dello Statuto nel quadro delle disposizioni dell'articolo 54 dello Statuto stesso, avvalendosi anche di contributi tecnici altamente qualificati da individuarsi ai sensi dell'articolo 42 dello Statuto;
2) di avviare immediatamente, al suo interno, un confronto per l'individuazione puntuale dei temi delle riforme secondo i diversi ambiti: legge statutaria per i rapporti fra organi statutari, legge elettorale, incompatibilità ed ineleggibilità; riflessi sull'organizzazione regionale, la sua struttura e le funzioni ad essa attribuite;
3) di operare in ogni fase secondo un metodo unitario, eventualmente integrando la propria composizione, in modo da garantire la rappresentanza di tutte le forze politiche al massimo livello;
4) di esprimere la volontà del Consiglio attraverso la predisposizione di un ordine del giorno da approvare ai sensi dell'articolo 51, primo comma dello Statuto speciale.
Cagliari, 18 novembre 2010
 
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno.
SANNA GIACOMO (P.S.d'Az.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BRUNO (P.D.). Brevemente per esprimere il voto favorevole sull'ordine del giorno unitario del Consiglio regionale e che a seguito della sessione sulle riforme avviata da questo Consiglio regionale riafferma il superamento della fase di autonomia così come l'abbiamo conosciuta in questi sessant'anni, sancisce la necessità di un nuovo patto costituzionale con lo Stato e richiama le più ampie competenze autonomistiche, uno sviluppo da ottenersi attraverso la più ampia sovranità da definirsi nel quadro costituzionale. Certifica anche il fatto che il Consiglio regionale cerca la più ampia convergenza della società sarda, la più ampia mobilitazione possibile per fare in modo che lo Statuto sia scritto dai sardi, dalla società sarda nel suo complesso. E lo fa aprendosi anche a strumenti come un'assemblea per lo Statuto elettiva che poi sottoponga la proposta di nuovo Statuto al Consiglio regionale che lo discute, lo emenda, lo approva. Insomma, quasi di fronte ad un sistema bicamerale seppure provvisorio nel quale il Consiglio regionale e un'assemblea elettiva hanno il compito redigente da un lato e poi di approvazione definitiva dello strumento. E dà mandato alla prima Commissione permanente in tempi rapidi, entro 90 giorni, di definire un percorso costituente, di arrivare ad un ordine del giorno voto che poi dovrà essere votato da questo Consiglio regionale sui contenuti, sul metodo, una Commissione autonomia adeguatamente allargata in modo da contemplare tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale e di avviare nel contempo una riforma più ampia che non attiene soltanto allo Statuto speciale ma anche alla legge statutaria, alla legge di organizzazione, alla legge elettorale. Credo che in questo modo soprattutto l'unità che abbiamo ritrovato anche con passi avanti e passi indietro da parte di tutti, sia il modo migliore per tentare di inaugurare anche in questa legislatura una legislatura costituente che ci auguriamo rispetto alle altre produca risultati e dipenderà dalla volontà politica di ciascun Gruppo, dipenderà anche dalla volontà di ciascuno di noi, e soprattutto credo dal modo col quale ci rapporteremo con la società sarda nelle sue articolazioni, perché quando parliamo di Statuto, quando parliamo di nuovo patto costituzionale stiamo parlando della ricerca, dello sviluppo della Sardegna, e di uno sviluppo duraturo per la nostra Isola. Lo facciamo…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Bruno.
Comunico che il collega Christian Solinas è rientrato dal congedo.
Ha domandato di parlare la consigliera Zuncheddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ZUNCHEDDU (Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso Mori). Grazie Presidente, per annunciare la mia astensione perché questo ordine del giorno così importante, per com'è stato impostato, diciamo che non mi sembra molto credibile. Ho la preoccupazione che si rischi di imbalsamare il dibattito su grandi temi per poi non fare assolutamente nulla. Ho notato la debolezza, debolezza e titubanze anche quando si riconosce conclusa una stagione importante dell'autonomia della Sardegna. Io dico che dobbiamo essere più coraggiosi e dichiarare apertamente, come abbiamo detto in tante occasioni nel corso della grande dibattito di questi ultimi tempi, che i sessant'anni di autonomia purtroppo sono falliti miseramente perché non hanno portato il Popolo sardo ad un'attuazione reale e compiuta dei principi dello Statuto del '48, quindi dobbiamo essere più coraggiosi e dirlo. Così pure quando si parla di "pervenire al superamento e ampliamento delle competenze autonomistiche che rendono la Sardegna speciale", non mi piace neanche questo, perché la Sardegna è qualcosa in più, cioè non è solo speciale, è una Regione autonoma a Statuto speciale, e dobbiamo scriverlo; e aggiungo pure che rivendica la propria sovranità, sia come Popolo, sia come territorio nazionale, questo è un dato molto importante anche ai fini della proposta di insediare nel nostro territorio le centrali nucleari, per cui ribadisco il concetto dell'aspirazione ad una sovranità avanzata e all'autodeterminazione. In questo momento storico cioè è più che mai importante la chiarezza anche nei termini, e quindi anche nel ribadire la nostra diversità e l'irrinunciabilità allo Statuto speciale della nostra Regione, questo anche alla luce delle ambizioni del ministro Brunetta, che intende far piazza pulita delle Regioni a statuto speciale.
Per cui un ordine del giorno che mi sembra un po' debole, e questo non vorrei che fosse di cattivo auspicio. Dico che non dobbiamo avere titubanze e ribadire il concetto di Nazione sarda e di sovranità in termini più forti, anche perché questa volontà in Aula è emersa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COSSA (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, intervengo brevemente perché credo che vada sottolineato il fatto che è un momento alto quello che stiamo vivendo in questo momento, perché la maturità e il senso di responsabilità di tutte le forze politiche hanno portato ad un risultato che io ritengo per questo Consiglio estremamente qualificante. Sappiamo che tutti partivano da posizioni assai distanti e differenziate, il ragionamento, la consapevolezza che è importante anche dare un segnale forte all'esterno, ci ha condotto ad un risultato che io ritengo soddisfacente. Noi naturalmente apprezziamo particolarmente un elemento, cioè il fatto che il Consiglio abbia valutato positivamente l'idea di un percorso per la riscrittura dello Statuto che passi attraverso un coinvolgimento ampio e diretto del Popolo sardo. Noi riteniamo che in un momento di straordinaria difficoltà per la politica e per le istituzioni, a tutti i livelli è vero ma, noi, questo Consiglio regionale ha sofferto moltissimo nelle ultime settimane per una serie di vicende legate proprio alla specificità della crisi della Sardegna, ricordo i pastori, ricordo gli operai delle varie aziende che hanno chiuso, ricordo le manifestazioni di numerosissime categorie in difficoltà, in questo quadro lanciare un segnale di questo genere, di apertura rispetto alla scrittura del più importante documento, dell'architrave istituzionale della nostra Regione alla società sarda, è un segnale per noi di straordinaria importanza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Steri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
STERI (U.D.C.). Grazie Presidente, noi abbiamo sottoscritto quest'ordine del giorno rinunciando ad una serie di proposte, così facendo una serie di passi indietro, così come altre forze politiche hanno fatto dei passi in avanti, perché siamo convinti che in tema di riforme, in tema di regole della vita democratica, non esistano maggioranze e opposizioni, che sono decisioni che devono essere prese a maggioranze rilevanti, se possibile all'unanimità. Non sono possibili in tema di riforme delle maggioranze per un voto. Questo ci ha indotto a fare dei passi indietro, prendendo atto con soddisfazione dei passi in avanti che sono stati fatti da altre forze politiche per venirci incontro. Siamo sicuri che, se lo spirito con cui si intende lavorare è questo, otterremo sicuramente dei risultati utili per la Sardegna. In questa vicenda quello che interessa non sono gli interessi di partito, ma solo gli interessi generali, gli interessi della Sardegna e gli interessi del Popolo sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA MARIO (P.d.L.). Sì, grazie Presidente, certo se dovessimo tornare indietro con le settimane, probabilmente nessuno era convinto che si potesse pervenire ad un risultato unitario. Considero comunque l'astensione annunciata dalla collega Zuncheddu una differenziazione che comunque non modifica sostanzialmente la grande volontà che c'è stata di ricercare un percorso unitario. Credo che sia stata scritta una pagina importante, certo il grosso è ancora da fare, dovremo continuare ad impegnarci tutti, soprattutto in Commissione I, per trovare un percorso ancora più agevole e certamente più pieno di soddisfazioni per noi, ma soprattutto per tutti i Sardi. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, Presidente, per esprimere il parere favorevole della Giunta regionale sull'ordine del giorno e anche l'apprezzamento per il lavoro svolto dai gruppi politici, che hanno avuto la consapevolezza e hanno la consapevolezza che i problemi non sono qui, li troveremo nel momento in cui andremo a trattare questo problema che sarà difficile, impervio, anche perché sull'onda di quello che sta succedendo in Italia molte altre regioni tenteranno di legarsi al carro per avere nuovi statuti, per avere nuove competenze. Noi siamo consapevoli del lavoro che deve essere svolto dalla Commissione, ma abbiamo dato grande importanza al preambolo politico perché dobbiamo giustificare le ragioni per le quali la Sardegna chiude un capitolo sull'autonomia e ne apre un altro, e per fare questo non basta richiamarci genericamente a quello a cui ci siamo richiamati nel '48, e non basta soltanto neanche identificare la Sardegna come una regione mediterranea, delle espressioni culturali, della lingua e quant'altro, ma bisognerà occuparci dei problemi istituzionali e storico-istituzionali della Sardegna. Ecco perché oggi, secondo noi, si scrive un pezzo di Statuto, proprio sulle indicazioni politiche che il Consiglio regionale saprà dare a chi dovrà poi provvedere ad articolare lo Statuto stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (P.S.d'Az.). Grazie Presidente, dal 2001 ad oggi credo che si sia fatto un passo in avanti in modo anche importante. Nel 2001, nel legiferare quest'Aula si era divisa, non aveva trovato quella volontà, quell'unità d'intenti che, per una partita importante come questa, è sempre necessaria. Questi nove anni, a testimonianza quest'ordine del giorno, ci hanno aiutato, tutti quanti, anch'io come diceva qualche collega farò un passo in avanti, chi deve fare un passo indietro, l'importante era mettere assieme quella comunità d'idee che contraddistingue la volontà di guardare al domani, guardare il futuro. Noi abbiamo una carta costituzionale del '48, quando di Europa pochi ne parlavano, per non dire nessuno, oggi lo scenario è cambiato, non possiamo far finta di niente, oggi lo scenario è un altro, e a questo scenario la Sardegna deve poter partecipare con tutte le forze e con tutte le possibilità che merita. Noi riteniamo che da quest'ordine del giorno possa scaturire proprio questa volontà comune di vedere se questa legislatura può essere una legislatura costituente o che pure possa purtroppo non esserlo, come non lo sono state quelle precedenti. Io mi auguro che questa sia la volta buona perché vivere questa esperienza, poterla vivere in questa aula insieme a tutti voi, credo sia il massimo dell'ambizione e a questa ambizione noi teniamo moltissimo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccureddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Sì, molto rapidamente per esprimere il voto favorevole anche del nostro Gruppo ed un plauso per il fatto che faticosamente si sia comunque riusciti ad arrivare ad un ordine del giorno soddisfacente per tutti e ciascuno ha sottolineato gli aspetti di soddisfazione che si ritrovano in quest'ordine del giorno e, per quanto mi riguarda, il motivo di maggiore soddisfazione, oltre a questa sorta di sperimentazione di un'Assemblea costituente in salsa sarda che mantiene comunque la centralità del Consiglio regionale, credo sia assolutamente rilevante l'aspetto che Statuto e statutaria, insieme alla legge elettorale e alle altre norme che sono state indicate nelle premesse nell'ultimo considerato vengano valutate unitariamente. Credo che siamo tutti consapevoli che non sia più importante lo Statuto è cioè l'ambito di governo, qualche competenza in più che dallo Stato potremmo ottenere e qualche risorsa in più ma sia importante la forma di governo. Vogliamo il presidenzialismo, vogliamo la centralità di questa assemblea, vogliamo una ragione più leggera, più magra, ridotta, vogliamo il federalismo interno e questo lo stabilisce la statutaria, il fatto che in quest'ordine del giorno il percorso ed anche il coinvolgimento popolare, riguardi sia l' aspetto a mio avviso marginale, che è la riforma dello Statuto, sia l'aspetto centrale che è la forma di governo che definiamo con la statutaria ritengo che sia l'aspetto più rilevante dell'ordine del giorno. Grazie.
 
Votazione nominale
 
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 9.
 
(Segue la votazione)
 
Risultato della votazione
 
(Il Consiglio approva)."
 
(NB - Il testo dell' o.d.g. unitario approvato - che ha assunto il n. 40 degli o.d.g. approvati nella corrente legislatura - si trova alla pagina http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Ordini%20del%20giorn/odg040.asp del sito del Consiglio Regionale della Sardegna)